Tom Noonan è conosciuto principalmente come attore a cominciare dagli anni ’80, e per il suo aspetto insolito e la statura di 1.98cm si è ritrovato a interpretare diversi ruoli “inquietanti”. Dal serial killer nel capolavoro Manhunter di Michael Mann, a film meno impegnati ma genuinamente horror come Monster Squad e il sottovalutato The House of the Devil. La collaborazione con Charlie Kaufman invece lo vede recitare in Synecdoche, New York e Anomalisa.
Come regista e scrittore ha realizzato due film indipendenti di cui si è parlato poco ma che sono fra gli esempi più brillanti di film da camera (letteralmente una location e due o massimo quattro attori). Charlie Kaufman in un’intervista disse che “What happened was…” è fra i suoi film preferiti. Alla sua uscita nel 1994 il film vinse il gran premio della giuria al Sundance film festival (quando aveva una reputazione diversa dal festival che è poi diventato). L’anno successivo esce The Wife, opera seconda altrettanto brillante soprattutto per la recitazione.

Tom Noonan sulla recitazione:
<<To me acting is the ability to be believe in the moment. Your main job as an actor is to be as much in the moment as you are capable of. Many people are confused today about what acting is and how it functions in drama. I believe that if a play is well written, all you have to do is be there and say the words. The play will take care of the rest. Your job as an actor is NOT to make the play work (that’s the writer’s job) – it’s not to please the director (leave that work to his friends) – and your job is not to connect with the audience (that’s their job) – it’s simply to be there – to give this character a chance to exist, and this is his or her only chance to live. Just look around and see what you see – listen to what you hear and respond with whatever you are feeling. Acting is not being sad or being funny or being a character – it’s being you – in the situation. The first part of that equation: being you, is what you must work on first. Believing in what’s going on around you is a skill you will develop with time and experience.>>

What happened was… (1994)
Dopo aver lavorato con diversi grandi registi, Noonan mette in pratica dimostrando già con il primo film le sue notevoli capacità come scrittore, regista e montatore. Dalla finestra dell’appartamento intravediamo uno scorcio della città di New York che precede e segue l’incontro di questi due individui, e nonostante il film sia tutto all’interno delle mura di casa permane una sensazione di solitudine nella metropoli. Jackie è un’assistente in uno studio legale, e ha invitato il suo collega Michael a cena nel suo appartamento. Entrambi sono impacciati, non essendo mai stati da soli insieme. Man mano che la serata avanza e consumano un drink dopo l’altro, la loro conversazione si sposta da imbarazzanti chiacchiere superficiali a temi più importanti. Il film diventa un’analisi tesa e profonda della vita di queste due persone sole che cercano di connettersi, con una caraterizzazione bizzarra e oscura dei lati più nascosti della loro personalità. In sostanza è una lunga conversazione fatta film, similmente a My Dinner with Andre di Louis Malle. A differenza di quest’ultimo, che era incentrato su due persone piuttosto pretenziose e loquaci, la conversazione tra Jackie e Michael non è un flusso costante. I personaggi di Noonan sono imperfetti, strani, insicuri, ma sempre e inaspettatamente credibili nelle loro sfumature.

Con una sola location, due personaggi insoliti e pochi mezzi a disposizione il film è una gemma rara del cinema indipendente. Una recitazione fuori dal comune che ci mette davanti a una continua ricerca del personaggio senza mai perdere il realismo e la credibilità. Minimalista e suggestivo, Noonan sa sempre bilanciare momenti di tensione con l’umorismo nero, e i due personaggi mostrano con naturalezza le loro insicurezze senza mai ricorrere a teatralità o esagerazioni. Inoltre è un film che riesce a rappresentare e mettere in discussione le percezioni e le aspettative dei suoi protagonisti, e ancor più radicalmente, quelle dello spettatore.
The Wife (1995)
Il suo secondo film è una dark comedy dove è più evidente un’influenza dal cinema di Woody Allen e anche qualcosa di Robert Altman sul piano tecnico. Vediamo una coppia di psicoterapeuti, marito e moglie, che gestiscono un gruppo di terapia New Age nel verde lontano dalla città. Una sera viene a trovarli Cosmo (Wallace Shawn), un loro paziente (e ormai amico), insieme alla moglie Arlie (Karen Young). Lei inizia subito a sentirsi trascurata mentre Cosmo confida i loro segreti alla coppia di psicoterapeuti. Arlie insiste nel conoscerli meglio e la serata procede in modo sempre più goffo, con un crescendo di tensione e morbosità tra i quattro protagonisti.
Come nel film precedente, The Wife si svolge in una singola serata in un’unica location. Come film è evidente quasi da subito un contrappunto fra i toni grotteschi e divertiti con uno sguardo invece più disperato e desolante delle loro relazioni. Noonan è un osservatore attento e non cede mai il passo a situazioni prevedibili da commedia degli equivoci. Nonostante l’imprevedibilità nella scrittura non perde mai il focus e ci mostra come questa coppia di psicoterapeuti siano ormai giunte a un cul-de-sac intellettuale e spirituale.

Entrambi i film sono rari da trovare in home video, ma circolano ancora delle copie, anche se non in lingua italiana. Consiglio di recuperare assolutamente entrambi i film, valgono più di cento masterclass di scrittura e recitazione.

