[Film cult] Phantasm (1979)

Phantasm (in Italia: Fantasmi) è una pietra miliare dell’horror low-budget, la sua atmosfera peculiare e inquietante continua a incuriosire ancora oggi gli appassionati del genere horror. Il regista Don Coscarelli si era dedicato a ogni fase della produzione, dalla stesura della sceneggiatura alla fotografia e al montaggio, dimostrando un impegno straordinario che va ben oltre le responsabilità di un regista. Questo approccio maniacale alla realizzazione del film è una delle ragioni principali per cui Phantasm è ancora oggi un grande esempio di horror low-budget di successo. Il cast e la troupe erano composti principalmente da amici e collaboratori fidati, che hanno contribuito a creare un’opera cinematografica unica nel suo genere. La capacità di Coscarelli nel creare un mondo onirico e inquietante con risorse limitate è straordinaria (se si riesce a contestualizzare e passare sopra alle ingenuità), trasformando le sue sfide di produzione in elementi di forza per il film.

Per gli appassionati e i collezionisti, l’imperdibile cofanetto di Phantasm della Midnight Factory offre l’opportunità di possedere l’intera saga, composta da cinque film che hanno plasmato il panorama dell’horror. La trama ruota attorno all’adolescente Mike, tormentato dalla recente perdita dei genitori e terrorizzato all’idea di perdere anche il fratello maggiore Jody. Durante una visita al cimitero dopo il funerale, Mike assiste a un evento sconvolgente: un misterioso uomo di straordinaria statura preleva una bara dalla fossa, la solleva con apparente facilità sul carro funebre e se ne va, lasciando Mike con una serie di inquietanti domande. I sequel di Phantasm sono stati diretti dallo stesso Don Coscarelli a eccezione del quinto e ultimo capitolo del 2016. Il villain principale di questa saga è The Tall Man, interpretato dal leggendario Angus Scrimm, il cui carisma malvagio ha contribuito a definire l’iconografia dell’horror. Nel primo Phantasm, l’accento è posto principalmente sulla tematica della morte e del dolore, esplorando il lutto attraverso gli occhi di un adolescente alle prese con una perdita tragica. Il film, intriso di simbolismi onirici, amplifica il tema dell’abbandono e del dolore attraverso un viaggio macabro intrapreso da Mike, che si confronta con la desolazione e la morte.

L’immagine di The Tall Man sembra richiamare i villain tipici del cinema gotico classico, alto 1.93 cm, con uno sguardo minaccioso e una chioma grigia che scorre lungo il volto. In molti casi, il suo personaggio potrebbe essere considerato un precursore di figure come Bob di Twin Peaks, evocando un senso di inquietudine e fascino che permea ogni sua apparizione sullo schermo. Non è azzardato dire che anche David Lynch abbia tratto ispirazione da Phantasm, e non potrete fare a meno di ripensare a Twin Peaks in alcuni passaggi. Bagliori di luce, il rosso sul bianco, i lunghi corridoi e le statue. Ma è ancora più interessante il parallelismo sul concetto del male inteso come un’entità parassitaria, che persiste nel tempo, che sia un alieno o un demone, trasmettendo una sensazione di oscurità ancestrale che permea il luogo. The Tall Man emerge come un’entità misteriosa e terrificante senza l’ausilio di maschere inquietanti o trucchi orrorifici. La sua abilità principale è la telecinesi, attraverso la quale manipola gli oggetti con disinvoltura.

Ciò che rendeva Phantasm ancora più innovativo è la sua capacità di sfidare continuamente le aspettative del pubblico, mantenendo una trama enigmatica e misteriosa che si svela gradualmente. Sebbene inizialmente possa sembrare un semplice B-movie, va ben oltre i limiti associati al cinema a basso budget. Il coming of age non era stato ancora ampiamente esplorato nei film di genere, e Phantasm si distingue per il suo mix unico di elementi horror, fantascientifici, fantasy e surreali. Ricorda in parte il capolavoro letterario di Ray Bradbury Something wicked this way comes, e non a caso Don Coscarelli era intenzionato a farne un adattamento (che poi fu realizzato da Jack Clayton nel 1983).

Phantasm, nonostante i limiti produttivi, mostra sempre molta cura per i dettagli. Le sfere cromate con le lame affilate, conosciute anche come Sentinelle, richiamano le opere del pittore surrealista René Magritte, e sono diventate un’icona dell’horror. Il sinistro becchino, le creature misteriose, i labirinti di marmo, il cimitero e il pianeta rosso contribuiscono tutti a creare un’atmosfera onirica unica nel suo genere. Il suo stile visionario e suggestivo anticipa in parte alcune atmosfere e soluzioni visive che ritroviamo nella trilogia della morte di Lucio Fulci. Mentre la colonna sonora di Fred Myrow e Malcolm Seagrave è una delle più memorabili della storia del cinema horror, paragonabile alle composizioni di Fabio Frizzi per i film di Fulci.

Phantasm rappresenta un esempio straordinario di come una visione artistica audace possa trasformare un progetto a basso budget in un’opera che lascia un’impronta indelebile nella storia del cinema horror. La sua capacità di combinare una trama accattivante, l’atmosfera suggestiva e un’ampia gamma di generi cinematografici ha contribuito a consolidare il suo status di cult, guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione di critici e fan di tutto il mondo.

Classificazione: 4 su 5.

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